Anatomia della felicità


Parlare di felicità in questo periodo storico può quasi sembrare oltraggioso. Molti di noi hanno dovuto affrontare le difficoltà del lockdown o ancor peggio la malattia ed infine il lutto. Ma è proprio per questo che voglio trattare questo tema. Per ricordarmi e ricordare che, anche nei momenti più difficili, il nostro cervello (e quindi la nostra vita) resta pur sempre dotato di questo eccezionale meccanismo di funzionamento.

“La felicità sta nella gioia della realizzazione e nel brivido dello sforzo creativo”, così diceva Francklin D. Roosvelt e “Le persone si sentono felici quando decidono di esserlo”, ribatteva Abraham Lincoln “. Ovvero la felicità sta nello sforzo che compiamo per realizzare i nostri obietti e ancor più si può dire che la felicità è proprio lì custodita nella nostra mente. Ma non solo lì. La felicità è chimica! A livello cerebrale, hanno un ruolo fondamentale i neurotrasmettitori, è infatti associata al rilascio della dopamina coinvolta nei processi di apprendimento, nella percezione, nell'interazione sociale e nella motivazione. La parte basale del cervello dà origine alla sensazione di positività o negatività, mentre la parte corticale, affermano studi recenti, rende possibile una maggiore coscienza delle proprie sensazioni e la nostra capacità di gestirne l’impatto. Sebbene le strutture cerebrali ed il loro funzionamento si riveli essenziale per la nostra felicità, anche il modo in cui noi percepiamo, interpretiamo e viviamo le esperienze, concorre a mantenere in equilibrio il rilascio delle sostanze che la determinano.

La serotonina, ad esempio (della quale ho già parlato in passato) nota anche come "ormone del buonumore", è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello, ed è prodotta dai neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale e in alcune cellule nell'apparato gastrointestinale. Serve a regolare l'umore, il sonno, la temperatura corporea, la sessualità, l'empatia, le funzioni cognitive, la creatività e appetito! ll legame tra carenza di serotonina e depressione nasce da osservazioni sperimentali condotte negli anni '60, in particolare da Joseph Schildkraut, studi poi proseguiti successivamente. Bassi livelli si serotonina, quindi, sono controproducenti e concorrono a renderci la vita più complicata dal punto di vista emotivo. Quindi diamoci da fare! Ridere, gioire ed imparare ad apprezzare la vita aiuta a dare una spinta alla produzione di questo importantissimo neurotrasmettitore.

E' un sistema delicato e complesso che coinvolge, mente e cervello ma anche stile di vita, alimentazione ed abitudini tra le quali è inclusa anche l'attività fisica.

Insomma il famoso detto "mens sana in corpore sano", trova conferma nonostante il trascorrere dei secoli! Approfittane quando sei nel mood giusto, ridi, gioisci e goditi la vita, qualunque cosa accada.

Perché mai come oggi la vita dimostra di essere un dono.

Un dono che non va sprecato.

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